
di
Claudio Vigolo (Speaker Life Gate Radio 105.1 FM)
Aprile 2005
Ben Harper & Blind Boys of Alabama
La luce in fondo al buio
Ritratto di un fuoriclasse di oggi e di
un gruppo leggendario nato 65 anni fa
Ben Harper è uno strano fenomeno che per qualche sua particolarissima
alchimia riesce a conciliare e amalgamare elementi normalmente
incompatibili. Mischia generi musicali che vanno dal blues arcaico
di Robert Johnson, ad accenni hip hop, al rock, al pop più
orecchiabile, al reggae, al funk, al soul, all'etnico e ora al
gospel. E fa tutto unendo in un coro plaudente critica e pubblico.
Scrivendo testi apprezzabili e suonando dal vivo con tecnica invidiabile.
Californiano, due figli, classe '69 all'anagrafe e classe superiore
come musicista. Ben Harper cresce nei negozi di strumenti musicali
della famiglia, ascoltando musica di tutto il mondo e subendo
le influenze di svariati generi: blues, gospel, folk, soul, r&b
e reggae. I suoi idoli sono perlopiù di colore: Hendrix,
Robert Johnson, Marvin Gaye e Bob Marley. Il suo strumento preferito
è la chitarra acustica slide, Ben ha da sempre una Weissenborn.
Inizia a esibirsi dal vivo nei primi anni '90 nell'area di Los
Angeles. Lo nota la Virgin che lo mette sotto contratto nel '92.
Il disco che lo rivela al mondo è Welcome To The Cruel
World, del '94 (molto slide), ma la consacrazione arriva con Fight
For Your Mind, del '95. Nel '96 Ben Harper si scatena in esibizioni
live che lo vedono impegnato anche in intense riletture di alcuni
dei cavalli di battaglia dei propri idoli come Vodoo Child di
Hendrix, Get Up Stand Up di Marley e Superstition di Stevie Wonder.
Nel 1997 esce The Will To Live, altro successo, realizzato con
gli Innocent Criminals. Durante lo stesso anno Harper partecipa
al Tibetan Freedom Concert. Nei due anni successivi Harper continua
l'attività live aprendo i concerti di R.E.M., Radiohead,
Metallica e Pearl Jam, ma prepara anche l'album Burn To Shine,
molto eclettico. Nel 2001 arriva il doppio dal vivo Live From
Mars, metà elettrico e metà acustico, sempre con
l'accompagnamento degli Innocent Criminals. Della scaletta fa
parte anche un'ispirata versione di Whole Lotta Love dei Led Zeppelin,
nonché una bellissima versione acustica di Sexual Healing
di Marvin Gaye. Marzo 2003. Dopo essersi concesso un anno e mezzo
di sano ozio Harper realizza Diamonds on the Inside, un disco
eclettico che tocca molti generi (dal reggae, al funky, al soul
all'hard rock) riuscendo a mantenere una coerenza stilistica di
fondo. Un disco da cui traspare calore, umanità, dignità
e speranza. Un disco che è un enciclopedia di vari generi,
tutti proposti con un'interpretazione autentica, non di maniera.
Ora è appena uscito 'There Will Be a Light' testimonianza
della collaborazione con uno dei più grandi gruppi gospel
oggi in attività, ovvero i Blind Boys of Alabama,che s´incontrarono
sul palco per la prima volta nel 2001. Resta comunque ad accompagnarli
la classica band di Ben Harper, gli Innocent Criminals. Nella
scaletta del disco classici country-gospel come Satisfied Mind
a fianco di brani firmati Harper come Picture Of Jesus tratto
dall'ultimo album di Ben. Nella raccolta compare anche una rarità
come Well, Well, Well, scritta da Bob Dylan e Danny O´Keefe. |