LA
VITA
Aprile 2008
di Antonio Isacco
La vita. Quanto è preziosa, sorprendente,
miracolosa. La nostra società, abituata a registrare ogni
giorno, violenze, delitti, soprusi proprio in disprezzo della
vita, sta gradualmente perdendo il valore infinito del respiro
di ogni singole creatura. Povera, ricca, famosa o sconosciuta,
acculturata o analfabeta: questa è sempre figlia di un
Dio generoso. E’ la vita che Dio ci ha regalato, non si
ferma su questo minuscolo pianeta disperso nell’universo,
ma aspira, raggiunge e fiorirà nell’infinita visione
del Creatore. La vita. Un miracolo che ci accarezza l’anima
ogni istante. Dal risveglio della mattina, con il profumo di caffé,
e una mano amica che stringe la nostra. E poi brividi di sentimenti,
occasioni d’altruismo fino a sera: quando stanchi affidiamo
al cielo una preghiera, un grazie per un altro giorno di vita.
Basta tenere le antenne del cuore alzate per sorprendici dei continui
segnali miracolosi. La vita. L’ avverto mentre cammino d’inverno
lungo il sentiero immerso negli alberi spogli. In un bambino che
insegue un docile cane , e quando lo raggiunge gli salta in groppa.
Quando torno in paese, dove, di questi tempi, la gente discute
di sport, ma soprattutto di politica. Di leggi che vorrebbero
farci capire tutto sulla vita. E penso quanto sia presuntuoso
l’uomo del 2008. Ciascuno di noi è libero di credere
alla “vita sempre e comunque”: senza regole, pregiudizi,
condizionamenti. E adesso, mentre scrivo, una farfallina, uscita
da una pannocchia, fra le mille cose che mi circondano, si è
posata sul bordo del tavolo di lavoro. Anche lei un piccolo miracolo
di vita, anche lei una perfetta e meravigliosa creatura di Dio.
Con un lieve soffio la faccio volare via: non avrei mai il diritto
di ucciderla. |