Colletta
Alimentare sotto la neve
Dicembre 2005
di Giorgio Brivio
Sabato 26 novembre: giornata nazionale della
Colletta Alimentare.
Primo pomeriggio: la neve scende abbondante come piace solo ai
bambini.
Nel supermercato dove facciamo la colletta le uniche presenze,
oltre le cassiere e qualche sparuto cliente, siamo noi volontari
della colletta: gli alpini della sezione di Lambrugo, alcuni ragazzi
e ragazze dell'oratorio di Rogeno, che hanno dato il cambio a
quelli di Merone intervenuti la mattina, le mamme dei bambini
della scuola materna di Rogeno interpellate da mia moglie, amici
(che si vedono nel momento del …"bisogno") e conoscenti
"rispolverati" per l'occasione.
Io guardo fuori dal supermercato perplesso, ricordando quando,
negli anni scorsi, il cibo raccolto non fosse sufficiente a rispondere
pienamente alle necessità pervenute al Banco Alimentare,
e mi domando perché la Provvidenza ci abbia tirato questo
tiro mancino.
Alla sera resto comunque soddisfatto: tanti amici hanno cooperato
a questo gesto, tanta e tanta gente ha dato con generosità.
La Provvidenza spiazza, però, ogni nostro calcolo: la colletta,
organizzata dalla Fondazione Banco Alimentare e dalla Federazione
dell'Impresa Sociale di Compagnia delle Opere, insieme agli alpini
e alla Società San Vincenzo, ha raccolto quest'anno oltre
8.100 tonnellate (il 17% in più rispetto al 2004) !!!
Grazie allora ai volontari, che spero per un giorno si siano sentiti
più parte di un popolo e non di una massa in balia di triti
e ritriti piagnistei politici ed economici.
E grazie agli amici che ogni anno vengono a chiedermi di aiutarli
con questo semplice gesto, perché mi tolgono dalla mia
piccola routine per una giornata, mi rendono più contento
e mi educano ad essere più uomo. Perché, come scrive
Giorgio Vittadini, Presidente della Fondazione per la Sussidiarietà:
"Così, sperimentano con questo prossimo sconosciuto
ciò che dice Cristo: "Ogni volta che avete fatto queste
cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete
fatto a me". E così il gesto fatto per l'altro diventa,
per sé, fonte di corrispondenza infinita, risposta al proprio
animo fatto per il Bene.".
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