Pari
opportunità
Dicembre 2009
Pari opportunità: gli statuti comunali sono finiti sotto
la lente del Partito democratico che ha analizzato gli strumenti
dei 90 Comuni lecchesi. Rogeno passa la prova, Bosisio Parini
si salva a metà, Cesana Brianza e Valmadrera sono bocciati.
L’analisi ha riguardato il principio legato alle pari opportunità
che dovrebbe essere esplicitamente indicato nello statuto e nella
composizione della giunta.
E a differenza di quanto il Pd avrebbe potuto aspettarsi i più
bravi non sono i Comuni di centro sinistra, anzi tutt’altro.
I virtuosi sono soprattutto realtà medio-piccole, fatta
eccezione per Lecco e Merate, a dimostrare come spesso nelle Amministrazioni
con poche migliaia di abitanti l’attenzione sia superiore
verso temi che potrebbero sembrare di valore secondario.
Ad avere le carte in regola sono: Barzanò, Barzio, Brivio,
Casargo, Cassago Brianza, Colico, Colle Brianza, Dorio, Garbagnate
Monastero, Garlate, Lecco, Lomagna, Malgrate, Mandello, Merate,
Moggio, Morterone, Olgiate Molgora, Pagnona, Premana, Rogeno,
Taceno, Tremenico, Valgreghentino, Varenna, Verderio Superiore
e Viganò.
Gli altri 58 sono bocciati, anche se di questi 32 si salvano a
metà introducendo accenni di legge nei principi generali,
mentre 26 proprio non fanno alcun riferimento alle pari opportunità.
Sono completamente fuori legge: Abbadia Lariana, Airuno, Bulciago,
Calco, Castello Brianza, Cesana Brianza, Civate, Cortenova, Costa
Masnaga, Dolzago, Ello, Erve, Montevecchia, Olginate, Parlasco,
Perego, Perledo, Robbiate, Rovagnate, Sirtori, Sueglio, Suello,
Torre De’ Busi, Valmadrera, Vercurago e Vestreno.
Adesso i bocciati riceveranno una lettera dal Pd con l’invito
ad inserire il principio delle pari opportunità nello statuto
comunale.
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