| L'ARTE DEL POTARE Non
me ne vogliano poeti, pittori e scultori….ma potare
è un arte! Purtroppo un'arte quasi dimenticata, visti
gli orientamenti della moderna frutticoltura che mirano
ad ottenere la riduzione dello sviluppo degli alberi e l'introduzione
di forme a parete al fine di semplificare tutte le operazioni
colturali (fra queste rientra l'uso delle macchine potatrici).
Anch'io, appena le temperature lo consentiranno, dovrò
svolgere questa operazione che molto mi appassiona. Infatti,
è sicuramente emozionante partire da un albero (astone)
di un anno e plasmarlo fino a farlo diventare adulto, dotato
di forme armoniche e di proporzioni corrette. Potare però,
è fra le operazioni da eseguire in frutteto, la più
complicata, la più difficile, perché se effettuata
erroneamente può compromettere il raccolto dell'anno
e limitarne quello dei successivi. E' meglio non potare
piuttosto che farlo maldestramente. Non è sufficiente
un buon corso per diventare automaticamente un bravo potatore,
ci vuole esperienza abbinata alla conoscenza dei meccanismi
fisiologici di ogni singola specie. Solo il tempo, la passione,
le osservazioni dei risultati anno dopo anno ci consentiranno
di superare gli errori commessi. Prima di dare qualche accorgimento
operativo, voglio ricordarvi che la potatura deve essere
limitata alle specie frutticole o poco più. Provo
profonda tristezza nel vedere nei nostri giardini, nei viali
alberati delle nostre città, alberi monchi o senza
fronde, quasi ci trovassimo di fronte anche per le piante
ad una specie di arte minimalista. Questi interventi di
razionalizzazione del verde mi trovano in disaccordo, l'uso
indiscriminato di forbici e motoseghe non serve per farle
crescere meglio. In realtà ci troviamo di fronte
al tentativo di ricondurre la crescita di un albero alle
nostre esigenze di urbanizzazione, quasi che le piante fossero
un lampione, un semaforo o una cabina telefonica, e possano
far parte in maniera statica dell'arredo urbano. Ma le piante
sono vive, e siccome si sono evolute in moltissimi anni,
sono belle e perfette così e pertanto raramente necessitano
dei nostri interventi di "manutenzione". Quindi,
potiamo solo se serve e lasciamo alla straordinarietà
della natura compiere il suo corso. Ecco
le motivazioni per cui è necessario effettuare la
potatura nei fruttiferi.
- E' opinione diffusa che le piante potate producano di
più di quelle non potate: non è sempre vero.
Sperimentazioni dimostrano che alcune specie sono in grado
di produrre quantità elevate di frutta anche senza
l'intervento dell'uomo. Certamente le piante potate producono
numericamente meno frutti ma di miglior pezzatura e qualità
rispetto a quelle non potate.
- Le specie da frutto manifestano l'alternanza di produzione;
infatti in maggio/giugno la pianta differenzia le gemme
a fiore (sono le gemme che daranno vita a fiori e quindi
a frutti nella stagione successiva) e la creazione di queste
ultime risulta inibita se sulla pianta c'è la presenza
di tanti frutti e viceversa. La potatura ha il compito di
regolare questo fenomeno e di consentire buone produzioni
in ogni anno.
- La potatura mira ad accelerare lo sviluppo dei giovani
alberi, al fine di completarne la struttura scheletrica
favorendo così una più rapida messa a frutto.
Dare dei consigli su come operare non è cosa semplice,
do delle indicazioni di carattere generale:
- Meglio le forme di potatura in volume
(la chioma è sviluppata sia in altezza, sia in larghezza,
sia in spessore) rispetto alle forme appiattite (la chioma
ha uno spessore limitato come se fosse una siepe sottile)
più rispondenti ad frutticoltura più moderna
e meccanizzata ma molto meno piacevoli a vedersi.
- Bisogna fare in modo che il punto da cui si dipartono
i rami dal fusto (branche primarie) avvenga abbastanza vicino
al terreno perché tanto più si impalca basso
tanto più si riesce a raccogliere la frutta vicino
al terreno; io lo dico o lo ripeto da sempre: "la frutta
la si raccoglie stando con i piedi per terra".
- L'irraggiamento solare deve avvenire in maniera uniforme
su tutta la chioma, non ci devono essere zone d'ombra in
cui la frutta cresce meno rigogliosa, pertanto dobbiamo
eliminare i rami più interni e lasciare quelli esterni.
Senza il nostro intervento, l'interno della chioma diventerebbe
l'ambiente ideale per lo sviluppo di patogeni fungini/afidi.
- Ogni specie fruttifica su una tipologia ben precisa di
rami e all'interno della stessa specie le varietà
hanno comportamenti differenti. Ma è la tipologia
di portinnesto (debole oppure vigoroso) che determina lo
sviluppo della pianta ed è in funzione di questo
che dobbiamo intervenire.
- La potatura tende a favorire lo sviluppo vegetativo di
una pianta, pertanto bisogna potare poco le varietà
che crescono molto e viceversa. Potare energicamente piante
vigorose ne determina la morte in pochi anni.
- Con la potatura dobbiamo cercare di eliminare tutti rami
secchi e malati, i residui di potatura vanno bruciati od
eliminati; in ogni caso non devono rimanere in campo in
quanto possono essere fonte di inoculo per eventuali patogeni.
- Gli attrezzi per la potatura devono essere sempre ben
affilati per consentire un taglio netto senza sbavature.
Qualcuno sostiene, che dopo l'utilizzo le lame vadano bollite
per eliminare i patogeni che potrebbero con i tagli passare
da una pianta all'altra. Sicuramente è opportuno
che tutti i tagli più importanti vengano ricoperti
con mastice. Questa sostanza oltre a costituire un ostacolo
per eventuali infezioni fungine, favorisce la cicatrizzazione
dei tessuti in tempi più brevi. |