BRIANZA
... BRIANZA
Febbraio 2007
di Gi. Ma.
«Ah Brianza! Brianza! ...>>
scritta da Pinetto Fumagaili, oltre ad offrirci una splendida
immagine della Brianza, rivela la nostalgia per la sua terra natia
del papa Pio XI, Achille Ratti. Nato, come si sa, a Desio da genitori
rogenesi, che si erano trasferiti nella cittadina del Milanese
per ragioni di lavoro, quando era Arcivescovo di Milano raggiungeva
spesso Rogeno in visita ai parenti tuttora presenti in paese,
e Merone, per trattenersi con il cugino don Rodolfo Ratti –parroco
di Moiana e Merone dal 1902 al 1913 – e compiere opere a
beneficio della chiesa parrocchiale in collaborazione con don
Rodolfo. L’autore di «Brianza! Brianza...»,
nato a Briosco il 6 luglio 1888, era benvoluto da tutti per le
doti di umanità che lo distinguevano. Definito dai suoi
contemporanei «poeta dialettale facile ma non mai banale,
spontaneo ma non mai corrivo, sentimentale ma non mai mellifluo,
ironico – se capitava – ma non mai sarcastico»,
ha raccolto il meglio delle poesie nel volume «I dò
facc».La poesia è stata inviata a La goccia briantea
dalla maestra di Merone Bina Mauri, che ringraziamo vivamente
con la speranza di annoverarla tra i collaboratori del nostro
periodico. Diligente studiosa delle vicende che hanno caratterizzato
le attività lavorative, gli usi e i costumi della Brianza,
benché in pensione, collabora volontariamente con i docenti
della scuola dell’obbligo nello sviluppo di un’autentica
educazione ambientale.La maestra Mauri ci ha anche informato che
la poesia è tratta da un libro, stampato nel 1953 a cura
degli «Amici della Branza» e distribuito come strenna
natalizia ai soci dell’associazione di Erba allora presieduta
da Alberto Airoldi. Noto poeta e cultore del dialetto nostrano,
considerava l’idioma della Brianza - come tutti gli altri
- lingua madre in grado di permettere di esprimersi spontaneamente
e sinceramente. Negli anni Sessanta del secolo scorso, invitato
dal dirigente del Centro di lettura (ora Biblioteca comunale)
di Rogeno a tenere una conferenza sul gergo brianzolo, parlò
sempre in dialetto, suscitando negli ascoltatori un vivo interesse
e una generale ilarità per alcune battute non più
in uso nel linguaggio dialettale. Gi. Ma.
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