ALLA
RICERCA DEL SINDACO IDEALE
Bosisio-Fronterre, Cesana-Castelnuovo,
Merone-Brindisi, Pusiano-Maspero, Rogeno-Baruffini, Suello-Mauri
Febbraio 2007
L’ANCI, Associazione Nazionale Comuni
d’Italia (comuni con meno di 5000 abitanti), ha commissionato
una interessante ricerca alla SWG Srl di Trieste per individuare
come debba essere il sindaco ideale, cosa ne è emerso?
Nei piccoli comuni si fa avanti una visione del sindaco sempre
più come persona concreta e si afferma l’esigenza
di uno stile di governo centrato sulle progettualità, sulla
capacità di rispondere alle esigenze e ai bisogni della
comunità. Un primo cittadino che svolge il suo lavoro con
spirito di servizio, capace, quindi, di ascoltare e di incarnare
i valori del territorio, ma anche capace di fare, di costruire
intorno a sé un team efficiente, di predisporre percorsi
di sviluppo per le città e di farlo insieme ai cittadini.
In primo luogo il sindaco deve essere una persona che è
vicina ai cittadini perché è tutti i giorni con
loro: li ascolta, risponde celermente alle loro lettere, dialoga
e incontra tutti. Al secondo posto si vuole un primo cittadino
che in qualche modo sia “la città”. Nel suo
sindaco la città deve potersi riconoscere, deve individuare
la persona che sintetizza le dinamiche culturali, sociali e ideali
locali. Terzo fattore è quello del farsi rispettare, dell’autorevolezza.
Altro elemento è il ruolo del “team” che affianca
il primo cittadino. In questa esigenza non c’è la
negazione del ruolo della società civile, bensì
la consapevolezza che la complessità del governo locale,
con le molteplici funzioni che deve svolgere un Comune, abbisogna
di un sindaco al passo con i tempi, supportato da persone in grado
di rispondere ai bisogni e alle aspettative della città
(tecnico, segretario, commissioni ed esperti). Altra caratteristica
centrale è la capacità di progettare il futuro risolvendo
i piccoli problemi quotidiani. Da un lato c’è la
necessità di valicare un sistema statico di gestione della
realtà e programmare una maggiore vivibilità delle
nostre città, dall’altro lato l’esigenza di
partire dai piccoli progetti senza attendere futuribili meraviglie.
Insomma, tanta concretezza: “fare subito” ma all’interno
di un progetto coordinato e chiaro. I grandi piani da soli non
riscontrano un particolare favore del pubblico. A fare da contraltare
contro gli eccessi della tecno-politica, del team di esperti tecnocrati,
c’è la richiesta di un sindaco capace di coinvolgimento
i cittadini nelle scelte di governo. La nuova politica amministrativa
locale deve essere partecipata, sempre più diretta e immediata,
sempre più calda e giocata in prima persona. Chi vive nei
piccoli centri, poi, non pensa a un sindaco avulso dalle dinamiche
della politica, ma lo vuole capace di navigare nel mondo della
politica. Il sindaco non deve essere solo un buon amministratore,
ma deve saper gestire i rapporti con i diversi settori della società.
Di qui l’esigenza di un primo cittadino esperto, accorto
politicamente, con una personalità forte e autorevole.
Il minore peso dei fattori carismatici del sindaco rispetto a
quelli del buon amministratore, concreto e attento ai bisogni
del territorio, ha effetti anche sull’immagine della giunta,
delle persone che il primo cittadino sceglie per governare. Ad
esse si affida il compito di far funzionare la macchina comunale,
di incidere sulle lentezze, sulle tendenze autoconservative, sulle
dinamiche burocratiche degli apparati. Minore, invece, la fiducia
nella capacità dei dirigenti e del personale del Comune.Prendendo
spunto da questa indagine, cosa pensi del tuo sindaco? E della
giunta? Sei soddisfatto dell’attenzione che dimostrano verso
i tuoi problemi? E delle risposte? Tenuto conto che proprio nei
piccoli comuni la quasi totalità degli effetti sociali,
economici e di sviluppo passano attraverso le decisioni della
commissione edilizia, cosa pensi dei suoi componenti e del loro
operato? Il tuo sindaco è indipendente o succube delle
personalità forti attorno a lui? Rispondiamoci!
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