

GRATITUDINE E FIACCOLA NELL'OSCURITA'
Gennaio 2005
di Giovanni Marcucci
Incoraggiati dalla condivisione delle prospettive che costituiscono
gli obiettivi de La Goccia briantea espresse in occasione della
prima uscita del mensile da prestigiose autorità e da privati
cittadini, mentre ringraziamo vivamente questi ultimi, esprimiamo
la nostra riconoscenza al presidente della Regione Lombardia,
Roberto Formigoni, al presidente della Provincia di Lecco, Virginio
Brivio, al direttore del Parco Regionale della Valle del Lambro,
Renzo Ascari, al segretario generale della Fondazione della Provincia
di Lecco Onlus, Emilio Arrigoni, al sindaco di Merone, Pietro
Brindisi, in qualità di rappresentante della Conferenza
permanente dei sette sindaci del lago di Pusiano.
Ai nostri personali ringraziamenti si aggiungono quelli dell'associazione
culturale La Goccia e dei collaboratori del giornale.
Manifestati i sensi di gratitudine, rivolti anche alle associazioni
e ai lettori che hanno contributo alla stesura del numero iniziale
de La Goccia briantea, avremmo indubbiamente preferito occuparci
di altri argomenti, ma il tristissimo santo Stefano 2004 ha suscitato
una sensibilità talmente profonda in tutta l'umanità
da non evitarci di partecipare in forma esplicita al cordoglio
generale causato dai dolorosi avvenimenti del Sudest asiatico
prodotti dal maremoto che ha provocato una strage immane. Il numero
dei morti, in un primo momento apparso esiguo in proporzione alla
catastrofe, si è poi moltiplicato minuto dopo minuto, ora
dopo ora, giorno dopo giorno, fino a divenire incalcolabile. Anche
alcuni Lecchesi sono purtroppo rimesti vittime della gigantesca
ondata che è si abbattuta sulle coste per migliaia e migliaia
di chilometri.
Nessuno potrà mai raffigurare la portata di acqua e fango
che, come un mostro colossale, ha travolto uomini e cose in una
corsa sfrenata. La televisione ha mostrato solo alcune agghiaccianti
immagini del tremendo disastro, ma sono bastate a farci comprendere
l'angoscia delle grida d'aiuto rimaste inascoltate di uomini,
donne, vecchi e bambini. Strazianti, in particolare, le immagini
di tanti bimbi che, avendo visto il mare ritirarsi e lasciare
tante conchiglie sulle spiagge, erano corsi a scoprire i segreti
della natura che si è poi rivelata crudele, travolgendoli
senza pietà mentre, sgomenti e piangenti, con le braccia
alzate, invocavano le mamme.
Ma, per quanto il solo pensare alle tragiche vicende vissute da
tanti bambini procuri brividi indescrivibili, l'inumana avidità
di altri mostri induce chissà quanti bimbi scampati al
maremoto ad invocare le mamme. Bimbi, costretti a vivere un altro
dramma: il rapimento. Un dramma destinato a durare una vita per
tanti sfortunati bimbi costretti a prostituirsi o a essere privati
di organi vitali. Vittime innocenti di esseri abietti, rimarranno
per sempre mutilati nel fisico e nello spirito.
Nell'impossibilità di poter agire direttamente per evitare
tanta efferata crudeltà, possiamo dimostrare la nostra
volontà di aiutare gli scampati al tremendo maremoto, divenendo
artefici di una concreta solidarietà umana nella convinzione
di alleviare, ma non cancellare, il dolore di tanta gente che,
oltre a piangere e vivere nel ricordo dei propri cari, non ha
più un tetto per ripararsi.
La Goccia briantea, avrebbe voluto aprire una sottoscrizione per
rendere manifesto il senso di sostegno verso i sopravvissuti al
maremoto, ma vi ha rinunciato nella certezza che ogni brianzolo
ha già dato un tangibile segno della propria generosità.
Uno dei sopravvissuti dello Sri Lanka, rivolto agli Italiani,
ha detto: “il vostro aiuto è come una torcia che
illumina l’oscurità”.
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