Giornale della Brianza
"Un giornale scritto dai propri lettori ..."
Direttore: Giovanni Marcucci

  Sezioni  
 


PRIMA PAGINA
Politica
Cronaca
Sport
Economia
Curiosità
Associazioni
Approfondimenti
Tempo libero
Cultura e Arte
Ambiente

 
  La Goccia ...  
 
del direttore
che fa traboccare il vaso
comics
collegio 10
dal futuro
del lago di Pusiano
dal web

da togliere
di evasione
di filosofia
di giustizia
di salute
di sapore
di sudore
di umorismo
di vino
d'oriente
iridata
sullo spartito
a quattro zampe



 
  Le altre pagine  
 
I links

Numeri utili
 
 
 

L’ICI CONTROVERSA

Giugno 2006
di Dario Meschi

“Il Sole 24 Ore” ha recentemente assegnato alla città di Lecco un triste primato, affermando che il capoluogo di provincia è il comune d’Italia dove si pagano più imposte. Infatti, secondo l’autorevole quotidiano della Confindustria, ogni famiglia verserebbe una somma di circa mille euro. La notizia sorprendente ha indignato gli amministratori del centrodestra che, con un intervento di Gabriele Perossi, assessore al bilancio, hanno smentito categoricamente i dati pubblicati, sostenendo che l’Ici corrisposta al comune è la più bassa della regione Lombardia, insieme a Varese (infatti è applicata l’aliquota del 4 per mille sulla prima casa, del 6,9 per mille sulla seconda e sugli altri fabbricati), con un importo medio per ogni nucleo familiare di 173 euro, al quale vanno sommati 140 euro per la Tarsu, non superando così la quota complessiva delle 300 euro, ben lontana dalle 1000 denunciate.Gli amministratori comunali sostengono inoltre di non aver applicata nemmeno l’addizionale Irpef, così com’è stato fatto solo nel 10% dei capoluoghi di provincia italiani, e a differenza di quanto è successo in altre realtà municipali in netta maggioranza a conduzione ulivista; hanno inoltre affermato che per arrivare alla cifra indicata nello studio pubblicato non basterebbe includere nel calcolo nemmeno i fabbricati destinati ad uffici, gli esercizi commerciali e alle attività industriali.Lo stesso discorso vale anche per la Tarsu (la tassa sullo smaltimento dei rifiuti solidi urbani), che nella stessa inchiesta era stata considerata tra le più basse tra quelle corrisposte nelle 103 province italiane: un dato tutt’altro che marginale e che è rimasto fermo ai valori del 2001.In materia di rifiuti la tassa, anziché dei 240 euro calcolati dal giornale, sarebbe in realtà compresa tra 132 e 140 euro per ciascuna famiglia, confermando così la capacità degli amministratori lecchesi.Nell’ambito dei 90 comuni della provincia, considerando i dati pubblicati dall’Anci (Associazione nazionale dei comuni italiani) esistono solo 5 casi di Ici applicata al valore minimo. Oltre alla città di Lecco, dove l’aliquota è stata ridotta dal 4,5 al 4 per mille negli ultimi anni, i comuni più virtuosi sono Cremeno, Mandello. Moggio e Robbiate. Un paese, quest’ultimo, al quale spetta la palma d’oro per l’applicazione dell’Ici più leggera a livello provinciale, in considerazione dell’aliquota del 4,25 per mille imposta sugli altri immobili. Se Lecco s’indigna, Merate e la maggioranza delle altre cittadine della provincia tacciono imbarazzate, probabilmente per celare ai loro amministrati una triste realtà che spesso contrasta con le promesse elettorali.
Se gli amministratori della città capoluogo si possono presentare a testa alta di fronte agli elettori, cosa faranno i colleghi meratesi che, oltre all’aumento dell’Ici hanno introdotto l’addizionale Irpef, nonostante abbiano chiuso il bilancio comunale con un forte avanzo di cassa, e una gestione poco efficiente del patrimonio pubblico comunale?Sarà più efficiente un’amministrazione formata da moderati di ispirazione liberale, o un’altra progressista e teoricamente più attenta alle esigenze delle famiglie?
Dario Meschi

 
 
 
       

La Goccia Briantea è un periodico mensile di informazione, politica,
cultura, spettacolo, umorismo e associazionismo.
Il sito, ottimizzato per versioni di INTERNET Explorer e NETSCAPE superiori alla 4.0,
è gestito dall'Associazione "La Goccia" (Rogeno - LC)