
a
cura di Gianmaria Cesana
Luglio 2005
Melone, il sapore
dell'estate
Con l'arrivo dell'estate e del caldo, le nostre preferenze alimentari
si indirizzano verso piatti leggeri, dissetanti e che si possono
preparare rapidamente. Da giugno a settembre il melone entra prepotentemente
nelle nostre cucine sia da solo, consumato come frutto per le
sue indubbie qualità dissetanti, sia in abbinamento ai
salumi per preparare un pasto veloce. Produrre meloni nel proprio
orto famigliare non è certamente complicato, erroneamente
si ritiene che questa specie possa dare dei buoni risultati solo
nelle zone meridionali, invece anche nel nostro ambiente è
possibile produrre dei buoni meloni a patto di rispettare alcune
semplici regole.
Le origini e caratteristiche botaniche
Originario dell'Africa tropicale o sub-tropicale, il melone si
diffuse originariamente in Iran, India, Russia Meriodionale e
Cina. In Italia arrivo' all'inizio dell'era cristiana, ma era
già conosciuto al tempo dei romani.
Oltre che in pieno campo il melone è prodotto anche in
serra soprattutto in Lombardia, Veneto, Emilia e Sicilia, in particolare
nelle province di Mantova, Verona, Modena e Caltanissetta. Appartiene
alla famiglia delle cucurbitacee nella quale rientrano anche lo
zucchino, la zucca e l'anguria. Rispetto a quest'ultima le caratteristiche
fisiologiche e biologiche dei frutti sono simili, ma nel melone
il tasso di sali minerali e vitamine è superiore. Le tipologie
di melone sono tre:
i cantalupi sono precoci grandi lisci con la buccia solcata, maturano
in estate e si conservano per un breve periodo; il melone retato
è tondo od oblungo, ha una buccia sottile ed un marcato
reticolo da cui prende il nome, anch'esso matura in estate; infine,
il melone invernale è tardivo ha forma allungata ed un
colore giallo pallido, la buccia è liscia e priva di costole
è poco profumato ma molto dolce.
La pianta ha un fusto strisciante, come il cocomero .
Tecnica colturale
La coltivazione del melone richiede alcuni accorgimenti necessari
per ottenere frutti di buona pezzatura e qualità:
- Il melone è una specie ad alte esigenze termiche, infatti
la temperature minima di germinazione del seme si aggira attorno
ai 14° mentre quella ottimale varia tra 25-30°. La temperatura
ideale per la crescita è attorno ai 25-30° di giorno
e 18-20° la notte mentre al di sotto dei 12° la pianta
arresta la sua crescita. Considerando le caratteristiche climatiche
della zona e le prove effettuate in campo ritengo il periodo ottimale
per la semina l'ultima decade di aprile, mentre il trapianto delle
piantine in pieno campo può iniziare dalla prima decade
di maggio. - Questa specie ha un'alta esigenza di luce; pertanto
dobbiamo riservargli una zona in cui il sole sia presente per
tutto l'arco della giornata senza ombreggiamenti delle specie
vicine.
- Indispensabile è il ricorso alla pacciamatura con un
film di polietilene, che consente un efficace controllo delle
erbe infestanti oltre a permettere un più rapido sviluppo
della coltura.. - Il melone è una specie esigente per quanto
riguarda il fabbisogno idrico e nutritivo, pertanto è necessaria
una concimazione all'impianto e la somministrazione regolare di
acqua durante lo sviluppo delle piantine. - E' importante mantenere
le giuste distanze di impianto onde evitare che una densità
colturale troppo elevata possa far insorgere fenomeni competitivi
fra le piante; consiglio di mantenere circa 1 metro fra le piante
lungo la fila e di circa 1,5-2 metri tra le file. - La velocità
del ciclo colturale (dal trapianto alla raccolta decorrono meno
di 90 giorni) fa si che il melone subisca pochi attacchi da funghi
ed insetti pertanto non sono necessari solitamente trattamenti
per la sua difesa..
Le caratteristiche del frutto
Il melone è un frutto ricco di zucchero, vitamina A e C;
spesso viene servito come antipasto insieme al prosciutto crudo,
ma anche come dessert, per esempio con il Porto. Il melone accompagnato
al prosciutto costituisce un pasto fresco e veloce, adatto ad
assolvere il compito del pranzo anche quando il caldo induce inappetenza.
In effetti questo frutto gradevole al palato è composto
più da acqua che da veri e propri nutrienti. Un etto di
melone fornisce pochissime calorie e con oltre il 90% di acqua
si può considerare un elemento dimagrante. Tra i pochi
minerali contenuti in questo frutto troviamo in particolare potassio,
fosforo, calcio e ferro. Il melone contiene, inoltre, una discreta
quantità di alfa e beta caroteni, antiossidanti che favoriscono
la prevenzione dell'invecchiamento precoce delle cellule, e inoltre,
contiene l'adenosina un composto che oggi viene usato dai pazienti
cardiopatici perché fluidifica il sangue e da sollievo
negli attacchi di angina pectoris. Alla luce del suo elevato contenuto
in acqua, questo frutto, se consumato a fine pasto, può
prolungare il tempo di digestione per una eccessiva diluizione
dei succhi gastrici. Per questo motivo, è poco indicato
dell'alimentazione dei bambini e nei soggetti che hanno la digestione
lenta. I semi essendo legnosi e duri sono difficili da masticare
inoltre contengono glucosidi che, se ingeriti in grandi quantità
hanno un effetto purgante. Pertanto è preferibile eliminare
i semi prima di consumare questo frutto e somministrarlo ai bambini
magari sotto forma di gelato o sorbetto. La polpa del melone può
essere applicata sotto forma di fettine o di polpa schiacciata
per combattere irritazioni cutanee, scottature, emorroidi e pelle
secca.
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