
a
cura di Gianmaria Cesana
Maggio 2005
MAGGIO: Si è ormai in piena primavera,
i giardini sono gradevolmente decorati dalle fioriture multicolori.
Nell'orto è possibile iniziare ad effettuare le prime raccolte,
mentre nel frutteto è il ciliegio con i suoi frutti che
la fa da padrone.
CLIMA: Nella prima quindicina di aprile abbiamo avuto molti fenomeni
meteorici accompagnati da un ritorno della basse temperature.
In questo periodo le massime sono risultate molto distanti dalla
media circa 12-15 gradi rispetto ad una media di 17-18.
Le minime notturne vicine allo zero non hanno provocato danni
da gelo. Le basse temperature hanno determinato, peraltro, un
rallentamento/stasi nella crescita delle piante orticole ed una
ritardo nella fioritura delle piante da giardino e frutteto. Sul
finire del mese, con il ritorno del bel tempo, le temperature
si sono riallineate alla media stagionale.
GIARDINO: E' questo il periodo in cui il prato è nel suo
massimo sviluppo; le temperature non troppo elevate e la buona
disponibilità idrica consentono una crescita rigogliosa
per tutto il mese. I tagli devono essere frequenti ogni 10-15
giorni e le lame vanno regolate ad una altezza di 3-4 cm.
Nel roseto è opportuno eliminare i giovani rami che nascono
dalle radici (succhioni). Periodicamente bisogna provvedere alla
sarchiatura / zappettatura alla base di arbusti e rampicanti onde
eliminare le infestanti e rallentare l'evaporazione di acqua dal
terreno.
In questo mese si osserverà la ripresa delle piante da
balcone e terrazzo in particolare il geranio, ripulendole dalle
foglie secche e dai fiori appassiti.
ORTO: Le nostre attenzioni sono tese al lotta alle erbe infestanti
per le specie in cui non si è provveduto alla pacciamatura
del terreno. E' indispensabile una zappettatura interfila od una
scerbatura (strappo delle erbe indesiderate).
In questa stagione diventa importante intervenire con l'irrigazione
che risulta fondamentale per ottenere buone produzioni. Va effettuata
con particolari accorgimenti che sintetizzo in alcuni punti:
- Va effettuata preferibilmente alle prime ore del mattino o nella
tarda serata;
- E' opportuno evitare di bagnare la vegetazione in giornate calde
e soleggiate perché può causare il dannoso effetto
lente di alcune goccioline con la conseguente bruciatura delle
foglie;
- Bisogna effettuare apporti idrici a periodi regolari al fine
di consentire un mantenimento della giusta umidità del
terreno evitando eccessi o carenze idriche;
Nei primi giorni del mese è possibile ancora seminare o
effettuare il trapianto di alcune piantine; in particolare questo
è il periodo ottimale per il trapianto di specie molto
sensibili alle minime notturne (melone e anguria).
FRUTTETO:
Durante questo mese le lavorazioni del terreno mirano essenzialmente
allo sfalcio del prato onde consentire il controllo delle erbe
infestanti per evitare che queste competano con le piante coltivate
per acqua ed elementi nutritivi o, in alternativa, possiamo mantenere
pulito il terreno con zappettature o fresature.
In questo periodo osserviamo la comparsa dei frutticini e se necessario,
dobbiamo intervenire con il diradamento degli stessi qualora ci
si renda conto che il loro numero sia troppo elevato. Dobbiamo
evitare infatti che crescano troppo vicini perché con lo
sviluppo possono ostacolarsi producendo frutti di piccola pezzatura
e poco saporiti.
La potatura verde consiste nel togliere i germogli vigorosi che
spuntano sul tronco o i polloni che si sviluppano alla base della
pianta. Questi ultimi vanno eliminati il più presto possibile
perché crescendo sottraggano preziosi elementi nutritivi
che devono invece essere destinati ai frutti.
Possiamo osservare sulle piante la comparsa di alcuni patogeni:
la bolla nel pesco, la monilia ed il corineo nell'albicocco, afidi
su diverse specie.
Mentre per i primi era indispensabile effettuare trattamenti preventivi
nella stagione autunno-invernale per gli afidi possiamo intervenire
principalmente in questa stagione. Gli afidi o pidocchi delle
piante vivono in colonie di migliaia di individui che si ammassano
sulla parte terminale di giovani rami o nella lamina inferiore
delle foglie. Succhiano la linfa vegetale indebolendo la pianta,
inoltre, possono trasmettere numerose malattie attraverso le loro
punture.
Le escrezioni zuccherine che essi stessi emettono, sono particolarmente
appetite dalle formiche e diventano spesso ricettacolo di malattie
fungine. Il loro sviluppo è favorito da eccessive concimazioni
azotate ed alta umidità.
Contro gli afidi sono possibili diverse forme di lotta :
- Utilizzare un prodotto chimico es. pirimicarb;
- Somministrare dei prodotti consentiti in agricoltura biologica
(es. piretro), che io personalmente adotto;
- Intervenire con acqua mischiata con cenere che però non
sempre da buoni risultati.
-·Trattare la pianta con una soluzione di acqua ed ortiche
(lasciare macerare per una giornata 100 gr di ortiche in 1 litro
di acqua).

APPROFONDIMENTO: L'ALBERO DELLA GIOCONDITA'
Mai definizione è stata tanto azzeccata, perché
la gaiezza dei suoi frutti, che occhieggiano tra verdi foglie
aggraziate, la elegante levigatura del fusto, la leggiadria dei
suoi fiori ne fanno una delizia per l'occhio ed il palato. Forse,
i vostri pensieri vanno già a qualche specie tropicale,
oppure immaginate una rarissima pianta di cui non avete mai sentito
parlare. Invece no! Oggi voglio dare il giusto merito ad una specie
che tutti conosciamo, ma forse, non teniamo in debita considerazione:
il ciliegio. Parlare del ciliegio per me significa descrivere
un albero che conosco in modo così approfondito che potrei
parlarne per ore (non basterebbe l'intero giornale). Chi ama le
piante, sa che esiste una specie che più lo appassiona.
Ho visto collezionisti di rose, di camelie, di rododendri, di
meli… io, vi sembrerà strano, ma colleziono ciliegi.
Il perché di tanto attaccamento nasce dai ricordi dell'infanzia
in cui attendevo con ansia la maturazione dei ciliegi tardivi
del nonno, per salire sull'albero con i cugini per raccogliere
le tanto agognate e succulente ciliegie. Chissà se i bambini
delle nostre metropoli hanno raccolto ciliegie da un albero?
Per me è un ricordo bellissimo, piacevole, che ho deciso
rivivere adesso e nei prossimi anni. Quando racconto delle varietà
di ciliegio che ho nel frutteto, e sono davvero tante, vedo gli
occhi dei miei interlocutori illuminarsi, perché le ciliegie
fanno davvero gola a tutti.
Le origini
La storia del ciliegio è tanto antica da affondare le sue
radici nella preistoria: in parecchi giacimenti neolitici sono
stati trovati noccioli di ciliegie che testimoniano come anche
allora questa pianta fosse conosciuta. Si ritiene che la zona
d'origine del ciliegio sia tra il Caucaso, il Mar Nero e il Mar
Caspio mentre il ciliegio acido (amarene) si pensa che provenga
dalla Turchia.
Il testo più antico che menziona le ciliegie è un
libro di poesie cinesi del V secolo a.C., ma era diffuso anche
presso i greci ed i romani. Teofrasto filosofo greco discepolo
di Aristotele, vissuto tra il IV e III secolo a.C. menziona e
fa conoscere il ciliegio nelle sue opere "Storia delle Piante"
e "Ricerche sulle piante" . Terenzio Varrone e Plinio
il Vecchio furono i primi eruditi romani che nel I secolo a.C.
menzionarono il ciliegio nelle loro opere. Lo sviluppo delle coltura
e la nascita delle tecniche colturali avvennero pero' solo nel
1700 in Europa specialmente in Germania. Sul finire del 700 erano
state classificate ben 75 varietà, che aumentarono sino
a 150 attorno al 1865.
La tecnica colturale
Riguardo alle difficoltà colturali dobbiamo segnalare :
- Il terreno idoneo per lo sviluppo del ciliegio deve essere ben
drenato. Terreni compatti argillosi come sogliono essere i terreni
di riporto dei nostri giardini sono poco adatti per consentire
la respirazione ed il corretto sviluppo dell'apparato radicale.
Consiglio aprire una buca ampia smuovendo bene il terreno sul
fondo.
- Moltissime varietà di ciliegio dolce sono autoincompatibili
(significa che la pianta non è in grado di autofecondarsi),
perciò è necessario piantare almeno due o tre piante
di varietà diverse per consentire l'impollinazione incrociata.
Nel caso in cui non ci sia spazio per più piante, per favorire
l'impollinazione è possibile sistemare vicino all'albero,
durante la fioritura, un ramo tagliato purchè anch'esso
fiorito, di un'altra varietà. Negli ultimi anni la selezione
di varietà autocompatibili ha consentito di superare il
problema.
-·In ambienti umidi e freddi è opportuno intervenire
con la potatura sul finire dell'estate sino alla caduta delle
foglie. La potatura invernale al contrario stimola l'attività
vegetativa e l'emissione di gomma ritardando la cicatrizzazione
dei tagli.
Patogeni e parassiti
Il ciliegio, a differenza di altre specie frutticole, non è
generalmente soggetto ad una preoccupante moltitudine di parassiti
e agenti patogeni; tanto che non è necessaria una cura
assidua ne drastiche terapie a salvaguardia della pianta e del
suo raccolto. I patogeni/parassiti più importanti sono:
-·La mosca delle ciliegie depone le uova sotto l'epidermide
del frutto affinché le sue larve possano nutrirsi della
polpa. Questo parassita attacca prevalentemente le varietà
a maturazione tardiva (da giugno in poi) per evitarlo è
necessario indirizzarsi su varietà a maturazione precoce.
-·Gli afidi del ciliegio procurano accartocciamenti e deformazioni
nelle foglie, che limitano l'attività fotosintetica della
pianta.
-·Il corineo è una malattia che può causare
nei casi più gravi defogliazioni anticipate della pianta.
Prosegue il mese prossimo
APPUNTAMENTO DEL MESE
Si terrà a Marostica il 30/05/2005 la famosa sagra della
ciliegie
Oltre 250 espositori nel castello di Marostica.
Informazioni: 0424.708394 Consorzio Tutela Ciliegia di Marostica
IGP.
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