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a cura di Gianmaria Cesana
Marzo 2005

IL MESE: Inizia la primavera: la natura si risveglia, un nuovo ciclo vegetativo ha inizio. Molti sono i lavori che ci aspettano, ma attenzione, si possono verificare ritorni di basse temperature e gelate, tanto da dover rinviare semine e trapianti.

IL CLIMA: Nelle prima quindicina di febbraio le temperature sono rimaste piuttosto fredde ed il termometro è rimasto ancora sotto lo zero. Le precipitazioni a carattere nevoso dell'ultima decade hanno consentito al terreno di reidratarsi e di favorire la ripresa vegetativa delle piante.

GIARDINO: In questo mese possiamo mettere a dimora le piantine, pulire e zappettare il sotto chioma di alberi, arbusti e roseti. Per le piante da interno possiamo effettuare il rinvaso. Per il tappeto erboso possiamo aiutare la ripresa vegetativa somministrando un concime completo, possiamo effettuare la risemina e sul finire del mese, se l'erba ha raggiunto gli 7-8 cm, possiamo intervenire con il primo taglio

ORTO: E' il momento delle prime semine in pieno campo. E' importante preparare un buon letto di semina intervenendo con il terreno al giusto stato di umidità per favorirne un corretto amminutamento. Tale operazione è fondamentale soprattutto in orticoltura in quanto i semi sono generalmente molto piccoli e necessitano che il terreno aderisca e ricopra uniformemente la semente.

FRUTTETO: Entro la metà del mese dobbiamo aver terminato i lavori di potatura per poter poi procedere con gli ultimi trattamenti per combattere i patogeni fungini. Consiglio di utilizzare dei preparati chimici a base di tiram o ziram. Siccome questo potrebbe essere l'ultimo trattamento anticrittogamico è necessario intervenire nella fase immediatamente precedente la fioritura. In questo periodo, se ci sono le condizioni ottimali, possiamo procedere alla messa a dimora degli alberelli per i nuovi impianti ed effettuare gli innesti sia a gemma vegetante che a spacco/corona. Verso la fine del mese possiamo distribuire del concime chimico oppure del letame ben maturo. Per interrare il concime possiamo effettuare la zappettatura attorno ai fusti che consente anche di rendere il terreno più permeabile e di eliminare le erbe infestanti.

Specie ProfonditÓ di semina in mm Temperatura minima di germinazione Temperatura massima di germinazione Temperatura ottimale di germinazione Fase Lunare
Bietola da coste 5-10 6 35 29 Luna calante
Cipolla 12 5 35 26 Luna calante
Lattuga 6-12 5 24 20 Luna calante
Spinacio 10-20 4 24 18 Luna calante
Valerianella 8-12 5 24 20 Luna calante
Carota 12 6 35 26 Luna crescente
Pisello 20-30 4 - 18 Luna crescente
Prezzemolo 6-10 6 35 26 Luna crescente
Ravanello 10-15 6 35 29 Luna crescente

APPROFONDIMENTI:
LA MESSA A DIMORA

Alcune attività semplici come piantare un albero sono per noi ormai inusuali e facenti parte di una tradizione contadina legata al passato. Il rapporto con la campagna e l'attenzione al susseguirsi delle stagioni sono per lo più dei ricordi che ci riportano alla nostra infanzia, purtroppo qualcosa di ormai sbiadito nella nostra memoria. Il tempo e le stagioni vengono visti in funzione dei nostri week-end o delle tanto meritate vacanze: inevitabilmente passa in secondo piano l'attenzione per le diverse fasi che contraddistinguono lo scorrere del tempo, dal momento del riposo come quello invernale a quello primaverile in cui la natura esplode con la sua straordinaria bellezza e la sua prorompente forza. Se qualche lettore vorrà riscoprire il gusto di provare a piantare un albero e stupirsi osservandone la crescita potrà di seguito forse trovare qualche utile suggerimento.
Il periodo migliore per eseguire la piantagione è il tardo autunno, periodo che consente al giovane albero di sviluppare il sistema radicale mettendolo nelle condizioni più favorevoli per la ripresa vegetativa della primavera successiva. E' possibile mettere a dimora gli alberi anche a fine inverno-inizio primavera: in tal caso però le piante risulteranno più sensibili, per il primo anno, agli stress idrici estivi. Possiamo acquistare piante con un pane di terra che garantiscono un miglior attecchimento, oppure quelle a radice nuda. Io preferisco alberi a radice nuda che oltre ad essere molto meno costosi, con le dovute attenzioni attecchiscono quasi sempre. Le distanze di impianto variano in funzione delle dimensioni che la specie raggiunge a maturità. Nei fruttiferi, ad esempio, si consigliano distanze di circa 5 mt per albicocco, susino, pesco; distanze più ravvicinate per le nuove cultivar di melo e pero. Per il ciliegio, il noce ed il castagno sono necessarie distanze fra 8 e 12 mt. Inoltre è opportuno cercare di piantare a nord le piante con maggiore sviluppo in modo che la loro chioma non ombreggi quelle con uno sviluppo minore. Dobbiamo tenere sempre presente che un albero sviluppandosi interagisce con quelli vicini. Piante molto vicine fra loro devono per forza di cose competere per gli elementi nutritivi ed ad allungarsi alla ricerca della luce indispensabile per la crescita. Questa corsa alla luce compromette la crescita armonica delle piante stesse: tendono infatti ad allungarsi eccessivamente, diventando così strutturalmente più fragili e di conseguenza più facilmente soggette a rotture (per vento, neve ecc..). Il terreno va preparato con delle buche profonde e larghe circa 40-50 cm per alberi di 1 o 2 anni, ovviamente le misure aumentano con l'età e lo sviluppo della pianta. Prima della messa a dimora, consiglio di muovere bene il terreno sul fondo della buca, magari facendo dei fori in profondità al fine di favorire il drenaggio e consentire un minimo ma continuo apporto di aria alle radici. Pertanto, è buona norma scavare le buche uno o due mesi prima dell'effettiva piantumazione per consentire così un buon arieggiamento del terreno. Sul fondo della buca si deve mettere un po' di letame ben maturo o dello stallatico o una piccola quantità di concime chimico (magari della nitrophosca), infine, aggiungere un po' di terra finemente amminutata (evitare che le radici vengano a contatto diretto con i fertilizzanti). Le piante a radice nuda vanno preventivamente poste in un secchio in cui abbiamo miscelato acqua, terra e letame per un'ora, operazione che consente alla pianta di reidratarsi. Bisogna inoltre sottoporre l'apparato radicale ad una moderata potatura allo scopo di eliminare le parti lesionate o disseccate. Questa operazione è importante per evitare che dalle ferite penetrino dei patogeni che possono attaccare l'apparato radicale causando malattie. Dobbiamo fare in modo che il colletto sia almeno 3 cm fuori terra, onde evitare l'emissione di radici e succhioni da parte del nesto e l'insorgere di attacchi fungini in questo punto così delicato. Dopo aver coperto le radici e pressato bene il terreno si deve bagnare abbondantemente la pianta. Come ultimo strato, consiglio di disporre un po' di letame o terriccio per evitare che la terra bagnata formi una crosta dura e poco permeabile. Infine ricordo di legare la pianta ad un tutore per evitare che il vento muovendola la danneggi e di potare leggermente la chioma affinché la pianta possa avere più energia per la ripresa vegetativa.
Ed ora buon lavoro a tutti …

 

 
 
 
       

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