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Ivano Rigamonti e la Camminata dell’Amicizia

Marzo 2008

La Camminata dell’Amicizia è sempre stata un appuntamento importante per Ivano.
Nel pieno spirito dell’iniziativa, Ivano amava radunare attorno a se tanti amici per trascorrere con loro quella giornata, ma amava anche riunire un gruppo di atleti che spingessero la carrozzina per permettergli di correre lungo il percorso.
Correre aveva per lui un significato simbolico.
Diceva: “da bambino ho partecipato tante volte alla Camminata, mi piaceva correre tra la gente, mi dava un senso di libertà. Ora, a causa della mia malattia, non posso più correre con le mie gambe, tuttavia non mi arrendo e non rinuncio a correre. Per farlo chiedo aiuto ai miei amici; io ci metto il cuore, loro diventano le mie braccia, le mie gambe, i miei muscoli per volare verso il traguardo. “
Ed era proprio così. L’impressione che si aveva, guardando sfrecciare la carrozzina di Ivano attrezzata come una “macchina da formula uno”, era quella di un corpo solo che si muoveva all’unisono sospinto da un grande cuore, da una grande anima, da una grande forza di volontà. Non si percepiva la fatica e lo sforzo degli atleti, quello che colpiva era il sorriso sui loro volti e nei loro sguardi, sorriso che rispecchiava la gioia di Ivano in quel momento.
Ivano correva per cercare di vincere la sua malattia, la sua era una corsa contro il tempo che gli rubava la vita. Il traguardo della Camminata era il simbolo di un traguardo ben più importante che avrebbe voluto tagliare: quello della guarigione.
“Mi piacerebbe tanto poter tornare a partecipare alla Camminata con le mie gambe, perché questo vorrebbe dire che ho sconfitto la mia malattia”
Ricordo ancora le parole di Ivano relative ad una passata edizione: “ i ragazzi sono stati fantastici, hanno gettato il cuore oltre l’ostacolo, mi hanno guidato in una fantastica cavalcata e, il gesto più bello è stato quello di aspettare la seconda carrozzina per tagliare insieme il traguardo”.
Già, perché ad Ivano non interessava la vittoria, per lui correre e tagliare per primo il traguardo voleva dire richiamare l’attenzione sulla sfide che, ogni giorno, una persona malata si trova ad affrontare. Quella malattia che Ivano identificava come il drago e contro cui combatteva senza mai arrendersi e senza mai perdersi d’animo.
“ Cari ragazzi, dovete immaginarvi quanto sia tesa la mia situazione. La sera, quando vado a letto, ringrazio Dio per avermi concesso un altro giorno. Alla mattina, quando mi sveglio, sono carico, rinnovato di nuova vitalità, aspettando che arrivi la notizia che è stata scoperta una cura per la mia malattia. In ogni momento io devo affrontare la malattia, devo combattere e quindi ho bisogno di aiuto altrimenti dovrei rimanere sempre a letto, immobile, invece ho la fortuna di avere tanti amici che assieme a mia mamma mi aiutano”. Ivano ha sempre fronteggiato le sfide facendo affidamento sui suoi amici, la Camminata era anche l’occasione per radunare tutti i suoi amici e per ringraziarli. ”L’amicizia è un valore fondamentale per me, non riesco a vivere senza i miei amici. Sono loro a darmi la forza per continuare a sperare. Ognuno dei miei amici è un dono prezioso ed inestimabile. Quando saliremo tutti, e sottolineo tutti, sul palco per la premiazione voglio ringraziare i miei amici per avermi concesso l’opportunità di partecipare. Per essere dei vincenti basta affidarsi al collettivo e la cosa più importante è l’amicizia”.
Quest’anno, purtroppo, Ivano non sarà presente alla Camminata. Non vedremo il suo viso raggiante, il suo sorriso sereno, i suoi occhi azzurro intenso alla partenza. Non lo vedremo sfrecciare per le strade, non lo potremo aspettare al traguardo per abbracciarlo, non potremo gridare il suo nome quando salirà sul palco. Sentiremo la sua mancanza e il vuoto dovuto alla sua assenza.
Noi del gruppo Speedy abbiamo però deciso di partecipare comunque alla Camminata, per onorare il ricordo di Ivano e di mamma Franca che era sempre amorevolmente accanto a lui.
Crediamo che sia giusto portare avanti la battaglia intrapresa da Ivano contro le malattie genetiche e continuare a sostenere le iniziative in cui Ivano credeva.
Vogliamo essere in tanti, tantissimi alla prossima edizione della Camminata ed abbiamo pensato di partecipare con la maglietta arancione del Gruppo Speedy. Quella maglietta che proprio Ivano aveva voluto come suo simbolo perché Speedy Gonzales rappresentava il suo desiderio di tornare a correre.
Ci piacerebbe vedere una “grande macchia arancione” nel gruppo dei partecipanti, cosicché Ivano e Franca, dall’alto dei cieli possano vederci, riconoscerci e sorridere.
Proprio per questo vogliamo essere tantissimi, l’obiettivo è ambizioso ma, come Ivano ci ha insegnato, bisogna affrontare le sfide.
Vogliamo ringraziare tutti i gruppi che ci stanno aiutando nella vendita dei biglietti, in particolare l’-AIDO con la responsabile M.Grazia Belotti di Rogeno, la Scuola Media Statale di Merone un grazie al prof.Sarra Tommaso, l’oratorio di Rogeno con tutte le mamme che si stanno adoperando grazie anche a Don Antonio Fazzini , e ricordiamo a tutti che potrete trovare in distribuzione gratuita presso la Cartoleria Hollerith di Rogeno le maglie del gruppo Speedy gli amici di Ivano.
Grazie a tutti coloro che vorranno essere dei nostri.
Il Gruppo Speedy

 
 
 
       

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