I
FUNGHI IN CUCINA “PRIMA DI CUCINARLI”
(prima parte)
Novembre 2006
Non ci si stancherà mai di premettere
che la cautela non è mai troppa. Ideale sarebbe che la
raccolta dei funghi, la pulizia e la preparazione per il consumo
vengano compiute dalla stessa persona; logicamente dovrà
essere dotata di competenza e di esperienza adeguata. Quando i
funghi arrivano in cucina la loro commestibilità dovrà
essere ampiamente accertata. Se i funghi sono stati raccolti da
noi, sarà opportuno ricontrollarli ancora una volta; se
sussistono dubbi che non ci sentiamo in grado di risolvere, non
dobbiamo assolutamente esitare a coinvolgere una persona veramente
competente, rinunciando al consumo del fungo se ciò non
sarà possibile. Opportuno che tale controllo, eseguito
senza premura, venga effettuato in buone condizioni di luce. Si
rifletta un momento circa alcuni situazioni pericolose che si
possono verificare nel bosco: - a causa della scarsa luce presente
è stato raccolto un esemplare che non era nostra intenzione
raccogliere; - un compagno di raccolta , un bambino ad esempio,
credendo di farci cosa gradita ed a nostra insaputa, ci ha messo
nel cestino un esemplare che quindi non abbiamo controllato; -
un fungo raccolto a scopo di studio e che avremmo esaminato a
casa, finisce sbadatamente tra gli altri; nel caso si tratti di
fungo gravemente velenoso, non si abbiano dubbi ad eliminare tutto
quanto abbiamo raccolto; diversamente potremmo ingerirne incautamente
un frammento; - nello stesso cesto di raccolta, tra funghi che
possono essere consumati crudi ci siano funghi commestibili solo
dopo cottura; sarà indispensabile effettuare una separazione
assoluta; - la raccolta di esemplari tossici molto simili a specie
edibili, a seguito di una cattiva interpretazione di lezioni,
di proiezioni, di foto e disegni, di descrizioni che non possiamo
confrontare sul posto.
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